Motivi: il brand che impiega l’AI per esaltare le capacità dei dipendenti e affinare l’offerta commerciale

Motivi è un brand italiano d’abbigliamento femminile che si rinnova periodicamente per adeguare l'offerta alle esigenze della sua clientela. Nato nel 1993 come primo fast fashion in Italia, oggi l’azienda produce due nuove collezioni al mese e conta 280 negozi monomarca in 13 paesi. Il brand ha deciso di adottare l’intelligenza artificiale per ottimizzare la gestione dei prezzi e gli assortimenti di magazzino grazie a un algoritmo basato su Google TensorFlow.

Cosa vi ha spinto verso l’AI?

“Gestire un flusso veloce e diversificato di prodotti come il nostro è davvero complesso: serve una pianificazione attenta e versatile. Avevamo la necessità di migliorare i risultati di business aziendali attraverso una più efficace gestione del magazzino e degli assortimenti nei punti vendita. Siamo partiti da queste esigenze quando abbiamo scelto di ricorrere all’intelligenza artificiale. L’utilizzo del nostro modello di AI, nato dalla collaborazione con Evo-Pricing, ci ha aiutato a gestire al meglio i saldi, in modo da comprendere quanto un prodotto reagisca velocemente ad una variazione di sconto, e soprattutto a migliorare la varianza di sell-through tra i diversi negozi per ottimizzarne le forniture”.

Come funziona la tecnologia?

“Abbiamo sviluppato un algoritmo grazie a Google TensorFlow che riesce ad eseguire accurate analisi previsionali per ciascun negozio, basandosi sui dati storici. Il software valuta le potenzialità dei singoli prodotti per ogni punto vendita e decide dove allocare le diverse forniture. Con il tempo il sistema si è evoluto e, da una prima analisi basata sulle quantità vendute, si è poi passati a un modello “personalizzato” capace di analizzare i comportamenti dei singoli negozi. È importante ricordare che il nostro modello di AI si basa su algoritmi ma l’intervento e la guida umana sono fondamentali per una corretta gestione e interpretazione delle informazioni che raccogliamo”.

Che risultati ha portato?

"La tecnologia ci permette di offrire al cliente sempre il prodotto desiderato, aumentare le vendite e ridurre le differenze di fatturato tra un negozio e l’altro. A livello di scorte, grazie all’intelligenza artificiale siamo riusciti a raggiungere una riduzione della varianza di sell-through tra i negozi del 50%. Ma ci sono risultati che vanno oltre il dato numerico: la crescita culturale e professionale delle nostre risorse umane. Nel nostro caso, macchina e persona lavorano insieme e questo mix ha portato ad una valorizzazione di nuove figure professionali, con una migliore gestione del tempo-lavoro ed una maggiore responsabilizzazione delle persone impiegate. In pratica, le responsabili dei negozi, acquisendo nuove competenze, diventano sempre più delle piccole imprenditrici e sono in grado di leggere ed interpretare in modo analitico i dati raccolti, per poi supportare l’azienda nella gestione e nella proposta di soluzioni”.

Lo consigliereste ad altri imprenditori?

“Sì, raccomanderei il nostro modello a coloro che devono gestire realtà aziendali fatte di grandi numeri in termini distributivi. Bisogna ricordare che l’adozione dell’intelligenza artificiale per essere efficace deve trovare personale specializzato in grado di leggere, interpretare e gestire una quotidianità fatta di numeri e movimentazioni. Per questo, occorre essere in grado di compiere un salto culturale nella direzione della AI, sapendo che il percorso di assimilazione e metabolizzazione delle procedure richiede tempo e investimenti, anche sui dipendenti Alla fine si ottiene un nuovo modo di lavorare in cui le le persone sono potenziate dalla conoscenza dei dati e possono raggiungere traguardi più sfidanti, utilizzando il loro tempo e le loro capacità in modo ottimale”.

Il nostro sogno è di rendere ‘intelligente’ l’intero processo produttivo, continuando a valorizzare le nostre professionalità con il fondamentale aiuto della tecnologia.

Furio Visentin, Brand Director, Motivi

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