Agrintesa, Sermac e Bioretics: l'applicazione dell’AI nel settore agroalimentare

Agrintesa, una delle più importanti aziende nel settore ortofrutta in Italia, utilizza l’intelligenza artificiale per selezionare parte della propria produzione da oltre 440.000 tonnellate l’anno. Nata nel 2007 per unire una comunità di 4.000 aziende agricole prevalentemente di piccole e medie dimensioni, la cooperativa di Faenza ha 200 dipendenti e un fatturato di oltre 300 milioni di euro. Con la consulenza di Ser.mac, specializzata in impianti di lavorazione ortofrutticola e del suo partner Bioretics che ha sviluppato la tecnologia di riconoscimento visivo, l’azienda emiliano-romagnola ora riesce a gestire tutti gli stadi di produzione in modo automatizzato, con un sensibile miglioramento della qualità del prodotto e dei tempi di produzione.

Cosa vi ha spinto verso l’AI?

“Negli ultimi anni il mercato si sta evolvendo molto velocemente e le tecnologie tradizionali, operative da circa 20 anni, faticano a restare al passo con i nuovi standard. I nostri clienti richiedono sempre maggiore qualità: frutti più polposi, delle giuste dimensioni, senza imperfezioni. Inoltre, i prodotti da esportazione devono avere le giuste caratteristiche di maturazione per evitare che possano compromettere l’intero carico. Queste esigenze ci hanno spinto a cercare modalità alternative per processare la frutta. Con la collaborazione di Ser.mac, nostro fornitore storico, e il suo partner Bioretics abbiamo sviluppato un dispositivo che, grazie all’intelligenza artificiale, scansiona, riconosce e suddivide kiwi e susine in modo molto preciso in base alle caratteristiche richieste. Questo ci sta portando verso gli obiettivi che ci siamo prefissati: più qualità, in tempi più rapidi. Ma è proprio grazie al riconoscimento visivo intelligente che la macchina è in un continuo processo di apprendimento, migliorando giorno dopo giorno le sue capacità, e questo le permetterà in futuro di mantenere un importante vantaggio competitivo”.

Come funziona la tecnologia?

“Nel 2017 abbiamo inserito nel processo produttivo due nuovi macchinari creati da Ser.mac e il suo partner Bioretics. Ogni frutto viene scansionato e analizzato dalla tecnologia di riconoscimento visivo HDiA (High Definition Innovative Agrovision), basata sul meccanismo di gestione dei dati Google Protocol Buffers. L’algoritmo brevettato da Ser.mac riconosce peso, diametro, colore e qualità dei frutti in modo da suddividerli in uno dei tre standard di produzione (oltre a diversi livelli di prodotto Premium). Il sistema di riconoscimento visivo sfrutta l’intelligenza artificiale per individuare le caratteristiche e i difetti della frutta grazie ad un processo di continuo apprendimento. Con il machine learning, più lo strumento verrà utilizzato, più diventerà ‘esperto’, migliorando con il tempo le proprie capacità di analisi”.

Che risultati ha portato?

I risultati principali riguardano il miglioramento ed efficientamento del processo industriale. Fino al 2017, l’unica fase non automatizzata era quella della selezione, la più delicata. Con l’introduzione del riconoscimento visivo tramite l’intelligenza artificiale, dopo una prima fase di testing, i risultati sono stati evidenti: si sono ridotte le contestazioni dei clienti per la qualità del prodotto e il processo è diventato più rapido ed efficiente. Entro due anni, una volta terminato il setup, contiamo di vedere anche un miglioramento consistente della marginalità (Mol) per noi e per i nostri soci produttori, nell’ordine del 10%”.

Lo consigliereste ad altri imprenditori?

“Grazie alla collaborazione decennale con Ser.mac abbiamo riconosciuto nell’intelligenza artificiale un’opportunità di crescita, adottandola in fase sperimentale già nel 2017. Credo che questa sia una sfida che vada affrontata da tutti gli imprenditori, grandi e piccoli per potersi differenziare nel mercato odierno grazie all’innovazione tecnologica. Occorre avere ben chiaro che il percorso può essere impegnativo ma, se fatto nei tempi e nei modi giusti, può offrire enormi potenzialità di crescita all’azienda”.

I risultati sono stati evidenti: si sono ridotte le contestazioni dei clienti per la qualità del prodotto e il processo è diventato più rapido ed efficiente. Entro due anni, una volta terminato il setup, contiamo di vedere anche un miglioramento consistente della marginalità

Federico Cavassi, Responsabile del Magazzino, Agrintesa

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