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Qualità, inclusività e digitale: i tre ingredienti vincenti della pizzeria Ibris di Trento

PIZZERIA IBRIS

Nel capoluogo trentino Ibrahim ha aperto un’attività di successo che in 3 anni ha già assunto 5 persone, decollata anche grazie agli strumenti senza costi di Google.

La pizza al taglio più buona del Trentino? La fa Ibrahim Songne, nella sua pizzeria “Ibris” di Trento. Un piccolo locale a due passi dalla centralissima piazza Duomo con una storia fatta di fatica, tenacia e tanta passione.

Arrivato in Italia dal Burkina Faso poco più che bambino, Ibrahim finiti gli studi ha sperimentato tanti lavori diversi prima di dedicarsi ai prodotti da forno: focacce, farinate e ovviamente pizze (di gusti e abbinamenti sempre nuovi). “Ho lavorato in una pasticceria per un po’ di tempo e lì ho capito che la mia vera passione era il salato, così ho cominciato a studiare lievitazioni e farine per trovare la mia ricetta”.

Un ricetta che ha richiesto tempo e tanti viaggi: “Ci sono voluti tre anni di studi, tentativi e assaggi in giro per l’Italia”. Poi, l’11 agosto 2018, la tanto desiderata apertura. “Volevo che la pizza fosse buona ma anche digeribile, fatta con ingredienti il più possibile locali, per offrire un prodotto davvero di qualità”. Questa è stata la carta vincente per entrare nella classifica “50 Top Pizza” dedicato ai migliori locali italiani. “Per me è stato un grande onore e anche un modo per far decollare il locale. La nostra clientela è affezionata, alcuni arrivano anche da altre regioni per provarla. In tre anni sono passato da essere il datore di lavoro di me stesso ad avere 5 dipendenti”.

Ma non è stato tutto facile. Almeno all'inizio. “Sia a livello burocratico che economico ho dovuto affrontare diverse difficoltà. Anche il lockdown mi ha messo davvero alla prova. Ma la cosa più pesante è stata senza dubbio superare i pregiudizi delle persone”. Ibrahim conosce l’intolleranza e il razzismo: “L’ho vissuto tante volte sin da ragazzino. Quando ho aperto la pizzeria tanti mi dicevano: ‘Lascia stare, è impossibile, non penserai mica che qualcuno verrà in un locale in cui una persona di colore cucina il loro piatto nazionale?’”. E purtroppo avevano ragione loro. “I primi tempi è stata dura, i clienti erano pochi”. Poi, un po’ alla volta, grazie al premio, al passaparola e alle tante recensioni positive sul Profilo dell’attività di Google, la pizzeria Ibris è cresciuta fino a diventare un punto di riferimento in città.

E il digitale è ormai un mezzo insostituibile per Ibrahim: “Il Profilo dell’attività su Google è sempre aggiornato con foto e nuovi prodotti. Ogni settimana, infatti, creo una pizza diversa e la promuovo con un post dedicato. I risultati sono incredibili, ho calcolato fino a un 7% di fatturato in più per ogni post aggiunto sul profilo dell’attività su Google”. Sul sito ha bene in evidenza anche la bandiera LGBTQ+. “Credo nella diversità e nel rispetto degli altri, volevo che questo fosse chiaro e visibile anche nel mio locale. In Italia purtroppo c’è ancora tanto da fare”. Ma Ibrahim non è certo uno che si perde d’animo. E pensa già al futuro. “Non posso ancora raccontare i dettagli ma sto lavorando a un nuovo progetto, che mi permetta non solo di promuovere il cibo di qualità ma anche aiutare le persone più bisognose in Africa. Questo era il mio grande sogno, sin da ragazzo. E spero presto di poterlo finalmente raggiungere".

“Il Profilo dell’attività su Google è sempre aggiornato con foto e nuovi prodotti. Ogni settimana, infatti, creo una pizza diversa e la promuovo con un post dedicato. I risultati sono incredibili, ho calcolato fino a un 7% di fatturato in più per ogni post aggiunto sul profilo”

IBRAHIM SONGNE, FOUNDER, PIZZERIA IBRIS

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