BertO: il racconto digitale di un mobilificio in continua evoluzione

Nel 1974 BertO era una di quelle idee coraggiose che diventavano, con sacrificio e immaginazione, nuove imprese. Così a Meda, nel distretto del design brianzolo, i fratelli Fioravante e Carlo Berto misero in piedi il loro mobilificio. “Mio padre e mio zio fondarono quest'azienda quasi 50 anni fa, arrivando dal Veneto – racconta il ceo Filippo Berto. Avevamo un piccolo laboratorio artigianale: siamo partiti da una cantina e poi cresciuti un passo alla volta”. L’azienda oggi vende divani e complementi d'arredo in tutto il mondo, attraverso showroom fisici e, soprattutto, digitali. Una storia che il Ceo ha voluto rappresentare in un libro, “Lo spirito del 74”, che racconta la storia di BertO attraverso 74 parole chiave. Storytelling, tecnologia e tradizione: un mix che anche durante l'epidemia COVID-19 ha creato valore. Non solo per l'azienda, ma anche per il proprio territorio.

Filippo Berto è un imprenditore appassionato da sempre delle potenzialità del web. “Sono stati 20 anni di mattoncini messi uno sull'altro per costruire questo progetto. E con il digitale abbiamo costruito la scatola degli attrezzi che poi ci è tornata utile in questo momento di crisi”. Così gli showroom di BertO sono diventati anche virtuali. “Nel momento in cui il nostro cliente arriva fisicamente da noi, ha già percorso il 90% del suo iter di acquisto, e la vendita avviene in maniera più efficace: la visita in showroom ora è un vero e proprio appuntamento esclusivo con un consulente, non più una semplice ‘visita al negozio’”. Una nuova generazione di impresa, un salto di livello del brand: dalla gestione di Filippo l'azienda è cresciuta di 30 volte e il sito di BertO oggi parla sei lingue. Ora alle competenze artigianali si affiancano quelle digitali, con un team di marketing che conta 11 persone. Nuove strategie hanno portato nuovi ricavi, che non sono rimasti in cassa. “Non volevamo solo ripartire, ma anche offrire un aiuto concreto al nostro territorio: abbiamo deciso di donare il 5% delle vendite online alle istituzioni sanitarie protagoniste nel contrasto al COVID-19 sul territorio”.

L'importante per un imprenditore è saper cogliere le opportunità, anche dagli sconvolgimenti innescati da una crisi. “Vedere chiudere tutti per il lockdown è stato un vero e proprio colpo al cuore. Allora ho pensato: adesso è il momento di far valere tutti gli anni passati a investire sul digitale. Facciamo campagne Google Ads dal 2002 e in quest'ultimo periodo abbiamo cercato di renderle più efficaci adattandole al periodo in cui ci troviamo”. Conoscere i propri clienti, grazie allo studio dei dati e alla reattività dettata dall'eccezionalità del presente è fondamentale, spiega Filippo. “Abbiamo lavorato sulle campagne display e sugli analytics, abbiamo intensificato gli annunci su Google Ads”. Per parlare in modo chiaro e sincero al cliente, raccontandogli passo passo cosa accadeva nei nostri showroom digitali: “Ogni progetto che abbiamo affrontato è stato renderizzato dai nostri interior designer per restituire un'immagine assolutamente realistica di quello che i clienti stavano scegliendo”. Non solo vendite e promozioni digitali, ma anche una piena coscienza delle potenzialità dell'inbound marketing. “Il nostro punto di forza è la credibilità e la capacità di parlare direttamente ai nostri clienti. Per questo abbiamo ottimizzato il canale YouTube con nuove playlist e inserendo nuovi video”.

Il giovane CEO di BertO sa cosa vuol dire comunicare e farlo visivamente attraverso la rete. Lo fa normalmente con webinar, in cui invita tecnici e ospiti. “Gli strumenti digitali ci sono stati estremamente utili perché ci hanno permesso di continuare a comunicare con i nostri clienti attraverso tante piattaforme usando video, post, newsletter, email, webinar”. Lo ha fatto anche in piena emergenza, con un video in cui annunciava la chiusura temporanea dei suoi punti vendita e la sospensione della produzione. “Nei primi anni 2000, ho capito che dovevamo investire in nuove strategie per competere con i grandi colossi. Avevamo tra le mani un patrimonio enorme: la nostra storia, il territorio, le nostre competenze. Per questo ho postato quel video quando abbiamo deciso di chiudere per il lockdown. Avevo la voce rotta dall’emozione. Ma era qualcosa che sentivo veramente”.

Filippo, come la sua azienda, non ha paura di sperimentare: “Il nostro è un settore molto tradizionale, legato ancora a vecchi metodi di comunicazione e di distribuzione. Solamente attraverso la pratica diretta, mettendosi in prima persona a imparare, capire, cercare, testare continuamente strumenti nuovi, chi fa impresa potrà comprenderne l'efficacia e capire come trasformare il proprio business”. Nessuna sorpresa, solo coraggio. Come conclude il CEO: “Le persone sono sempre le stesse. Sono le aziende che devono cambiare”.

Sono stati 20 anni di mattoncini messi uno sull'altro per costruire questo progetto. E con il digitale e gli strumenti di Google abbiamo costruito la scatola degli attrezzi che poi ci è tornata utile in questo momento di crisi.

Filippo Berto, CEO, BertO

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Meda, Italia

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